Naturalmente

Il marchio della lana naturale Naturalmente nasce da una forte consapevolezza. Nasce dalla consapevolezza che i valori di qualità, stile, eleganza, devono legarsi strettamente a quelli di unicità, territorialità ed etica. Nasce dalla consapevolezza che la differenza nei prodotti è data dalle persone che li hanno creati, dall’amore, dalla passione e dalla tecnica, dal tempo. Naturalmente è una lana naturale senza pari, naturalmente è una lana naturale tracciata in tutte le sue fasi produttive, Naturalmente è la lana naturale cresciuta, coltivata e prodotta come la faresti tu se sapessi farlo.

Lana naturale Naturalmente

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I filati
Le materie Tintoree
I colori
Qualità e stile italiano
Gli animali
Etica e tracciabilità

 

 

 

 

 

I Filati.

Lana Naturalmente

La messa in filato della lana sucida è una delle prime operazioni importanti da cui nasce la caratteristica principale della Lana naturale Naturalmente: lo stile italiano. La lana infatti non viene cardata, come oggi avviene nella maggior parte (più che la quasi totalità) dei filati per aguglieria, ma viene pettinata. La pettinatura è tradizionalmente una delle modalità delle lavorazioni delle lane da cui si realizzano i capi dell’alta moda in genere e di quella italiana in particolare. Abbandonata per l’uso da aguglieria, la lavorazione pettinata tecnologicamente rappresenta la summa qualitativa con cui si può realizzare un filato. I filati pettinati infatti, pur essendo più costosi dei cardati, garantiscono l’estrema omogeneità e pulizia dei filati. Il risultato è una lana reattiva che non infeltrisce nel tempo e che esprime appieno le caratteristiche delle lane merinos quali elasticità e isotermia (la lana merino ha una elevata capacità di assorbire e rilasciare l’umidità mantenendo costante la temperatura corporea). Queste caratteristiche fanno della Lana naturale Naturalmente una lana dalla qualità senza tempo.

Biella è uno dei pochi centri di produzione in grado di realizzare la pettinatura della lana. A Biella vengono lavorate la maggior parte delle lane con cui si confezionano i capi dell’alta moda italiana. Biella è anche al centro di molte iniziative europee e mondiali che stanno rilanciando un mercato sempre più attendo a qualità, etica ed ecologia.

La lana arriva sucida, viene lavata una prima volta, poi viene lavorata fino al filato, con la sola aggiunta di oli per renderla antistatica e permetterne la lavorazione. Nuovamente lavata comincia il processo di messa in rocca per le lavorazioni di maglieria. Il titolo del filato è 2/28000 o 2/24.000, significa che sono avvolti insieme 2 fili di lana ovvero dove da un kg si ottengono 28.000 o 24.000 metri di filato. Quelle stesse rocche vengono successivamente ritorte in 8 capi per dar vita alla matassa da 100gr di Lana Naturalmente.

 

I Materiali Tintorei.reseda su pc con lana naturalmente

I materiali tintori rappresentano l’altro polo della unicità e della eccellenza delle Lane Naturalmente. Tutti gli elementi tintori sono esclusivamente naturali e tutti i processi, dalla semina alla raccolta, sono svolti nel rispetto dell’ambiente.

Legno di campeggio Haematoxylum campechianum) è una pianta sempreverde. La sua distribuzione va dall’America Centrale al Sud America. Era conosciuta dagli aztechi che la usavano come colorante. Il nome scientifico, deriva dal greco, “legno di sangue”. Il Legno di Campeggio usato per le Lane Naturalmente proviene dalla Bolivia ed è tracciato dal Consorzio Arianne. Il colore tipico è il blu.
Guado, (Isatis Tinctoria), è la pianta tintoria europea per eccellenza, tanto che il suo colore tradizionale, l’azzurro, è chiamato Azzurro tradizionale europeo. Già Plinio nel primo secolo Dopo Cristo riferiva che le donne della Britannia si dipingevano di blu con l’Isatis. Il Guado delle tinture delle Lane Naturalmente e coltivato nelle Marche direttamente dai soci del Consorzio Arianne. Naturalmente, da quanto ci risulta, è la sola lana al mondo a poter essere tinta in grande quantità col tradizionale Azzurro Europeo.

Scotano, Cotinus coggygria), conosciuta anche come albero della nebbia, è un arbusto della famiglia delle anacardiaceae. La sua storia in Italia è singolare, deriva dalle campagne napoleoniche a quando, in seguito dei blocchi delle frontiere, l’imperatore dovette far impiantare questi arbusti per poterne estrarre i tannini con cui conciare le pelli. Oggi rimangono diffusi nella zona delle Marche e dell’Umbria e del Trentino. Lo Scotano usato per le tinture della Lana Naturalmente è coltivata nelle Marche dai soci del Consorzio Arianne.

tavolo up lana resizeReseda, (Reseda Luteola), anche questa pianta è stata diffusa in tutta Europa dai francesi, si suppone con i semi portati da Napoleone dalle spedizioni in Egitto. Il suo uso, poco noto come pianta tintorea, è una prerogativa del Mastro tintore che ha riscoperto il suo uso come tale. Il colore è un giallo caratteristico. La Reseda usata per le tinture della Lana Naturalmente è coltivata nelle Marche dai soci del Consorzio Arianne.

Cocciniglia, (Rhynchota Homoptera), prima che un colore, la cocciniglia è un insetto che vive su vari tipi di cactus nell’America Centro-Meridionale. Per difendersi dai predatori, l’insetto è in grado di secernere un liquido colorante molto denso e colorato col quale si ricopre. La cocciniglia è tra i coloranti natural più cari al mondo, per produrre un kg di colorante occorrono tra gli 80 e i 100mila insetti. Oltre ad essere usato come colorante per fibre, la cocciniglia viene usata moltissimo dall’industria alimentare, (E 120). La Cocciniglia usata per le tinture della Lana Naturalmente è estratta dal Maestro tintore e proviene dal Perù tracciata dal Consorzio Arianne.

Robbia, (Rubia Tinctoria), da sempre nota come Rosso di Robbia per la sua tipica tintura, la robbia è una pianta strisciate o rampicante. Il colorante principale (alizarina) è contenuta nelle sue radici di almeno due anni d’età. La Robbia usata per le tinture della Lana Naturalmente è coltivata in Italia dai soci del Consorzio Arianne.

Il Consorzio Arianne partecipa attivamente con l’opera dei suoi soci alla riscoperta, allo studio e alle innovazioni sulle piante tintoree. Traccia la provenienza delle tinture e ne garantisce origine e qualità.

I Colori.lana naturalmente esterno resize

I colori delle Lane Naturalmente rappresentano l’espressione visibile di quanto possa essere diverso un prodotto artigianale, naturale, rispetto ad un prodotto industriale. La gamma cromatica raggiungibile è virtualmente infinita, le sfumature applicabili lo sono altrettanto. I colori però risultano reali, verrebbe da dire ingenui, originari, atavici.

Regista di questo p rocesso è il Maestro tintore. Lo studio delle materie tintoree, sua peculiarità, è alla base del risultato. La tintura avviene in armadi tradizionali, temperatura e tempo di infusione sono gestiti artigianalmente solo dal Mastro tintore. Ed è lo stesso Mastro tintore a coltivare, selezionare e preparare la maggior parte delle piante con cui sono tinte le matasse. Questo fa del processo di tintura della Lana Naturalmente, un processo artigianale assolutamente irripetibile, ad impatto ambientale virtualmente nullo e dalla bellezza ancestrale.

Lana Naturalmente su fico resizeLe matasse così colorate, non necessitano di cure particolari. I colori sono stabili. Le lane, una volta tinte, vengono nuovamente lavate per fare in modo che le polverii coloranti ancora in sospensione vengano rilasciate. Nonostante questo accorgimento, alcune polveri tintorie particolarmente sottili possono rimanere all’interno delle matasse. Queste vanno via in modo naturale durante la lavorazione ai ferri. Una volta realizzato il capo basterà lavarlo con un detersivo neutro a freddo (mai usare ammorbidenti) per avere un capo stabile e dai colorii immutabili. L’eventuale colore che si disperde in acqua non proviene pertanto dalla fibra, ma sono i resti della tintura stessa.

Tutta la filiera delle materie prime tintoree è tracciata dal Consorzio Arianne che ne garantisce la provenienza e il processo di trasformazione.

 

Qualità e Stile italiano.Azzurro antico europeo, Guado

Da subito nelle scelte di produzione ci siamo trovati a dover decidere che tipo di prodotto realizzare. Abbiamo deciso di attenerci a delle semplici regole di eccellenza che hanno fatto il Made in Italy il faro della qualità e dello stile nel mondo. Abbiamo puntato ad un prodotto unico nell’ambito delle lane da aguglieria. Dalla scelta delle lane, alla scelta del tipo di lavorazione, la pettinata invece che la cardata, alla scelta dei colori solo ed esclusivamente naturali e solo ed esclusivamente tracciati o addirittura coltivati dai soci del Consorzio Arianne. Tutto questo punta in una direzione ben specifica, realizzare un prodotto unico al mondo. Unico per stile, quello vero italiano; unico per qualità, basta toccare le matasse Naturalmente per comprendere il lavoro svolto da tutti gli attori coinvolti nel suo processo di fabbricazione; Unico, come uniche ed irripetibili sono le cose che amiamo veramente… tutti i giorni.

 

Gli animali.

Dalla rivoluzione industriale in poi, provenienza ed uso si sono sempre di più allontanate, tanto che oggi facciamo fatica a vedere nella splendida matassa colorata un animale in un pascolo (se lo ha mai visto). Gli stessi processi di produzioni mondiali sono strutturati per fare in modo che le materie prime viaggino ai quattro angoli del mondo prima di essere lavorate ed arrivare nei nostri negozi. La lana Naturalmente no.

bottiglie lana resizeGli animali sono allevati nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, in provincia dell’Aquila, precisamente a Castel del Monte. Appartengono ad un’unica azienda agricola. Castel del Monte è posto a circa 1350 metri d’altitudine, ma in estate i pastori spostano le greggi dalle stalle in paese ai pascoli montani a più di 1700 metri. La qualità dei velli, cosi come anche la salute degli animali e dei loro prodotti caseari, risente molto positivamente di questi spostamenti.

La razza selezionata è una delle due razze merino autoctone italiane, la Gentile di Puglia. Queste pecore sono state incrociate negli anni per dare un equilibrio sostenibile sia alla qualità del vello che alla produzione del latte da cui i pastori realizzano il famoso formaggio detto Canestrato di Castel Del Monte. Il pelo oggi raggiunge spessori compresi tra i 22 e i 20 micron, splendido esempio di come grazie allo studio e alla tecnologia sia possibile migliorare l’esistenza di uomini ed animali.

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Grazie a persone che amano la terra, gli animali e il lavoro che svolgono da generazioni, si è arrivati ad un risultato che solo 10 anni fa sarebbe stato impensabile. Castel del Monte fino ai primi del Novecento produceva una migliori lane italiane. Con la Lana di Castel del Monte si sono vestiti i Papi della vicina Roma, i politici risorgimentali, gli eserciti napoleonici vestivano con le lane di Castel del Monte. Nel Novecento le pecore si sono ridotte così come anche gli uomini del paese, la lana non era più conveniente e si è arrivati al paradosso che una ricchezza si trasformasse in costo: smaltire la lana era diventata la sola soluzione. Oggi si è tornati ad una qualità e ad una produzione più che eccellente, unica..

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 Il Consorzio Arianne si è occupato di selezionare gli animali, incoraggiare gli operatori ed offrire la possibilità non solo di un recupero tradizionale delle sapienze, ma di servirsi delle più moderne tecniche per offrire un prodotto filato in grado di competere con i più evoluti mercati mondiali.

Il Consorzio Arianne oggi certifica che la Lana Naturalmente è la lana proveniente solo dal socio del Consorzio con gli ovini selezionati e che il valore aggiunto dato dalla vendita è reinvestito nell’azienda stessa, creando valore per persone, territorio ed animali.

 

 

Etica e tracciabilità.

Il Consorzio Arianne, che dal 2002 ha iniziato questa avventura, sin dalla sua costituzione ha voluto fare delle fibre tessili naturali un sistema di sviluppo territoriale e di gestione sostenibile degli agro-ecosistemi. L’obiettivo principale è quello di mettere in contatto il mondo della produzione con il settore della trasformazione e del marketing, in modo che i manufatti siano prodotti in maniera condivisa e, principalmente, che parte del valore aggiunto prodotto dalla filiera possa rientrare nella azienda agricola.

Questa filosofia permette due cose principali:

la consapevolezza da parte di tutti gli attori della rete delle problematiche e dei vantaggi che esistono in ciascuna parte della filiera produttiva e una evoluzione della figura dell’agricoltore che inizia a diventare non solo produttore ma anche imprenditore del proprio prodotto. I risultati sono: nel primo caso; una sostanziale auto tracciabilità dei manufatti tessili in quanto la filiera, la rete, essendo condivisa, diventa giocoforza molto trasparente per l’acquirente (tutti i vari passaggi sono visitabili); per il secondo punto: un agricoltore più consapevole con maggior risorse a disposizione, più stimolato a rimanere nel territorio ed a gestirlo in maniera sostenibile.Tutto ciò è poi legato ad una qualità maggiore dei manufatti che oltre ad essere “puliti” raggiungono i livelli di qualità massima rispetto alla disponibilità ed alla qualità delle materie prime, poichè chi li usa conosce meglio la materia prima e chi li produce sa che tipo di materia prima vuole il trasformatore.

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