maglia ai ferri

Maglia ai ferri santolina

Un lavoro a maglia dedicato a chi ricorda di quanto fosse bella e pulita Bjork prima di assomigliare a mia zia dopo una serata alternativa in discoteca in una festa privata a cui non era stata invitata.

Mi lascerò andare e dimenticherò per qualche istante che voglio parlare di questo bel modello di maglia ai ferri per sprofondare nei ricordi…

Ma tu te la ricordi Bjork tra il 92 e il 96? Io si, e questo modellino mi ha fatto tornare in mente le sue prime foto dopo Debut, il suo primo album da solista, quando sembrava affacciarsi con la forza della giovinezza verso musiche e suoni inesplorati… cosa che poi ha fatto. Fin troppo bene direi.

Ecco, forse questo modello potrebbe ricordarci di quanto nella vita non ci sia niente di scritto, che tutte le premesse da cui partiamo non è detto che si trasformino nel futuro che saremo, e di quanto, questo futuro, continuerà sempre a stupirci e a sfuggirci, sempre.

E questo, se ti va di continuare a leggere, ha proprio a che vedere col modello di maglia ai ferri Santolina, altroché!

Modello a maglia delicato

Forse sarà questa tinta rosa antico, ma forse no, la bellezza di questo modello è tutta nella delicatezza con cui è stato concepito, lavorato in maglia rasata unendo due fili in mohair, con un collo grande ma non generoso, un polsino abbondante ed una manica scesa come si usavano sul limitare degli anni novanta… Bella insomma.

Una interessante maglia ai ferri anche perché non si limita a ripercorrete i classici del tempo, ma si diverte a reinterpretarli. Infatti questo modello non è una semplice copia di quanto visto nel passato, ma riesce a dialogare con esso con una grande leggiadria.

La maglia scende senza fasciare il corpo, appoggiandosi ad una molla che si appoggia a sua volta appena sotto ai fianchi con un gioco che rende la struttura morbida e quadrata allo stesso tempo. Grazie alla lavorazione costoluta sembra quasi scolpire il busto, che poi però perde solidità grazie alla consistenza del filato.

Fino ad arrivare poi alle maniche scese, ai gomiti che quasi a sbuffano verso gli avambracci e ai polsini alti che danno quasi l’impressione di allungare le braccia. Poi il collo a coste, a disegnare un girasole intorno al collo lasciato scoperto e al capo.

La designer è Marie Amelie, e questo è il primo modello che recensiamo di una usa collezione. Amelie negli ultimi tempi è molto attiva e questo modello le sta dando molte soddisfazioni, a ragione secondo me. Ti inserisco un link alla sua pagina Instagram, un video della sessione fotografica del modello Santolina >>

Il filato usato è un filato mohair in formato lace. La scelta più semplice e meno costosa è quello di usare il filato Drops kid silk in cui tra l’altro il modello è già stato realizzato; ma potresti voler scegliere anche Malabrigo lace, oppure anche un filato in mohair tinto a mano, anche se personalmente, a voler rispettare la scelta della designer, io lascerei invariata la dinamica del modello di maglia puntando su un filato a tinta unita, la designer per dare più profondità al colore ha lavorato insieme due capi di mohair in colori differenti.

Se vuoi abbinare due colori come ha fatto lei ti occorreranno tra 700 e 1310 metri di filato per colore,facendo i conti con Drops Kid Silk ti serviranno in tutto tra i 7 e i 14 gomitoli circa a secondo della tua taglia, se decidi invece per il filato a tinta unita tinto a mano, te ne occorreranno meno della metà.

Insomma, un modello di maglia che coniuga il potere di una fibra, ad una serie di lavorazioni, anche semplici, me tenute insieme da una solida ispirazione. Come dire, se non sappiamo dove ci condurrà questo presente, possiamo ancora dire di voler costruire un futuro che abbiamo immaginato.

E qui torna di nuovo la storia di Bjork, perché forse non sai che da perfetta islandese, immersa in riti celtici e runici, Bjork ha al braccio un bel piccolo tatuaggio, se guardi con attenzione lo vedi proprio nella foto che ti ho voluto mettere sopra. Il tatuaggio rappresenta un Vegvísir, un talismano islandese di protezione che riporta questa scritta:

«Se qualcuno porta con sé questo simbolo, non perderà mai la propria strada nella tempesta o nel cattivo tempo, anche se percorre una strada a lui sconosciuta»

Vegvísir >>

Mi piace pensare che qualcuno possa essere padrone del proprio destino fino a questo punto, di credere e di augurarsi che tutto quello che compirà lo farà senza smarrire la propria strada. Bello.

Bello come questo splendido modello di maglia ai ferri che reinterpreta dolcezza, delicatezza e sensualità in un modo semplice, mettendo insieme diverse facili lavorazioni, con un filato piacevole e avvolgente, come l’idea di un roseo futuro tenuto insieme da una divinità esotica.

Ps. Probabilmente il Vegvisir è un falso storico inventato verso la fine dell’800… Ma come diceva quel tale, forse la cosa più importante è crederci!

This Article Has 2 Comments
  1. Anonimo ha detto:

    vorrei vedere anche le spiegazioni,grazie

Rispondi a alice tesser Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.