andre mowry e i lavori a maglia

I lavori a maglia di Andrea Mowry, costruire il successo

Ho incontrato negli anni del mio apprendistato diLana molte talentuose, volenterose, divertenti e appassionate amanti dei lavori a maglia, ma lucide e determinate, esplosive, -come la designer di cui oggi voglio scrivere-, mai.

Tra qualche giorno sarò a New York per partecipare al Vogue Knitting, mi sono iscritta alle sue lezioni conoscendola di persona, e conto di farle alcune domande, la prima forse questa: Come hai fatto in meno di 2 anni a diventare la designer più conosciuta, influente e -credo- ricca, di tutto il pianeta?

I lavori a maglia di Andrea Mowry

Se lavori a maglia e appena appena ti interessi delle tendenze, delle novità nel mondo della maglia, e negli ultimi anni non hai vissuto sulla luna o in ritiro in qualche eremo benedettino sulla Majella senza cellulare, sai già chi è Andrea Mowry. Nel mio piccolo io le ho dedicato già una decina di articoli che trovi nel sito se come tag cerchi il suo nome negli articoli: Andrea Mowry>>.

cardigan ai ferriDa un po’ stavo pensando a riprendere la serie di articoli dedicati ai Designer>> dei lavori a maglia ed il suo nome -e i suoi lavori- mi ronzavano in testa e davanti agli occhi. Lei, come altre designer, tra il 2017 e il 2018 sono esplose letteralmente, ed i loro lavori a maglia hanno tracciato uno spartiacque visibile tra ciò che c’era prima di loro e quello che c’è adesso.

Ho approfondito l’argomento all’inizio dell’anno scorso con un lungo articolo che cercava di capire cosa stava accadendo e quali erano le tendenze che mi sembrava stessero emergendo ed erano emerse alla fine del 2017. Studiando alcuni lavori di di Andrea Mowry come ad esempio il Comfort Fade>>, altri di Melanie Berg>>, ed altri ancora di Caitlin Hunter>>, la cosa era chiara: la vera rivoluzione apparteneva ai filati, ma messa così, la questione non significava niente…

Ugualmente, in quell’articolo era lampante come, per la capacità di padroneggiare le nuove caratteristiche, e nuove tendenze di moda, nessuna delle designer dell’articolo era come Andrea, per progressione, produzione e talento. Ed anche il 2019 si apre nel segno di Andrea.

Se pensi che in questo momento, e siamo a metà gennaio 2019, Andrea Mowry ha 3 modelli nei primi 20 posti di quelli più visti in Ravelry (dunque al mondo); mentre il suo scialle, Find Your Fade>> è il primo scialle per download al mondo (e dunque in Ravelry); questo ti fa pensare a quanto il suo stile sia penetrato nel mondo dei lavori a maglia.

I conti in tasca magari glieli facciamo dopo, con calma e senza invidia, ma questo solo per dire di come in questo meraviglioso mondo della maglieria ai ferri, della creatività e dei filati>>, in due anni o poco di più, una persona possa trasformare la propria vita facendo di un passatempo scaccia-noia una professione.

Anche esagerato! qualcuno ha anche potuto pensare ad una Ghost Knitter, quasi come si diceva negli anni ottanta per Stephen King, che sfornava 2, 3 libri all’anno e nessuno riusciva a spiegarsi come ciò fosse possibile!

In una recente intervista sul settimanale on line The Cut>>, Andrea ricorda come ha cominciato a lavorare a maglia e quando:

Ho iniziato a lavorare a maglia nel dicembre del 2015 mentre vivevo da sola in una piccola casa a Cape Cod. Ero sola e annoiata, e mi piaceva lavorare a maglia, così ho imparato le basi su YouTube e ho cominciato a tessere molti metri di rettangoli di cotone. Dopo di ciò, passai a sciarpe e cappucci (e alla fine tornai a Brooklyn).

Ma il colpo di fulmine, continua a raccontare, fu quando cominciò a lavorare il suo scialle più famoso, quello di cui abbiamo già detto. Gli scialli le sembravano ancestrali, meravigliosi e decadenti. A quel punto l’incontro con i filati Indie Dyer>> (aggiungo io) sono stati la chiave di volta per reinterpretare un modello classico come quello degli scialli.

In questo periodo ho appena finito di leggere il libro di Alessandro Baricco The Game, e sono un po’ influenzata da quanto scrive l’autore di ciò che sta accadendo al mondo in questo momento grazie alle tecnologie a ai social, a come quelli che maggiormente sanno padroneggiarli riescono ad emergere e a farsi conoscere (dico in modo banale).

La cavalcata di Andrea Mowry sembra proprio possibile solo in questo momento: tutto quello che la designer tocca oggi diventa oro, qualche cifra:

  • Solo dello scialle Find Your Fade, (trova la tua dissolvenza) Andrea ha venduto, solo su Ravelry>>, 8200 pattern, a 8,40$ fanno quasi 70K. Pensa che di modelli su Ravelry Andrea ne ha in vendita almeno 70 e che li vende anche nel suo blog e il conto della serva fallo tu…
  • Su Instagram>> ha oltre 100.000 follower
  • Quasi 10.000 sono gli iscritti al suo canale You Tube>> dove spiega anche alcuni punti e alcuni passaggi dei suoi lavori oltre che partecipare a corsi e lezioni on line e non.

Insomma, un successo se non da Rock Star musicale, certamente al momento fa di Andrea Mowry la n°1 dei lavori a maglia nel mondo! (se le classifiche valgono qualcosa, ma secondo me possiamo anche farne a meno). Eppure, eppure, c’è una lezione che tutte le persone che vogliono emergere in questo mondo potrebbero trarne…

Da parrucchiera prima, a pasticciera dopo fino ad arrivare al mondo della maglia e ad essere tra le più influenti e pagate in questo mondo, come ha fatto Andrea?

Io non ho la ricetta, né tanto meno saprei passo passo ripercorrere le vicende che l’hanno influenzata, ma alcune cose, penso di poterle dire. Poche, 3:

  1. La prima è stata quella di riuscire a fare una rivoluzione dolce all’interno di un capo iconografico come quello degli scialle ai ferri: è riuscita a cambiare forma e ad usare un filato Indie Dyer che ha ridisegnato un intero concetto. Se ci pensi, c’era già stato chi aveva approntato una rivoluzione estrema nell’uso dei filati e degli scialli, se guardi i lavori a maglia di Stephen West>> trovi che le innovazioni apportate da Andrea siano infinitesime rispetto alle innovazioni cromatiche di West. E allora?
  2. Avere chiaro uno scopo: Usare i filati di tintori indipendenti locali, lo dice benissimo lei nel suo blog>>Creare e sostenere una vita fatta a mano. Nella mia casa cerco di concentrarmi su una vita fatta a mano il più possibile. Lavorare a maglia e cucire capi per me e la mia famiglia, e cucinare da zero. Cerco di fare acquisti a livello locale e di supportare le piccole imprese ogni volta che posso. Quando ho iniziato a progettare era molto importante per me provare a tradurre questi sentimenti nei miei affari. Il mio obiettivo è supportare altre aziende piccole e indipendenti con i miei progetti. In tal modo, molti dei filati che mi vedrete utilizzare saranno da volano per tintori, aziende di filati e il mio negozio di filati locali.Avrei una voglia folle di soffermarmi su questo aspetto, mettere in comune, circolare, lavorare tutti insieme per la causa dei lavori a maglia, della sua divulgazione, creare ricchezza comune per tutti… Non dirò che in Italia viene difficile, ma solo che questa è la tesi del libro di Baricco secondo il quale, il mondo così come lo vediamo costruito e connesso oggi è figlio della cultura hippy che auspicava l’arrivo di un mondo in cui le cose fossero messe in comune.
  3. La tecnica e l’amore per lo studio e per i lavori a maglia. Facile da dire, ma una persona che tira fuori 3/4 modelli nuovi al mese mangia pane e filati tutti i giorni, se guardi i suoi tatuaggi (non ne avevo parlato fino ad ora di proposito) alcuni sono dedicati ai filati e ai ferri. Leggerezza e sorriso.

Chiudo così, con la citazione che mette Andrea Mowry in chiusura della sua presentazione nel blog, una chiusura che appartiene alla più grande, alla persona che grazie alla sua opera ha fatto conoscere i lavori a maglia a tutto il mondo anglosassone e ne ha rivoluzionato la tecnica Elisabeth Zimmerman

“Propriamente praticato, il lavoro a maglia lenisce lo spirito inquieto e non ferisce nemmeno lo spirito sereno”

– ELIZABETH ZIMMERMAN
Cose da altri tempi…  ci sta?
Teniamoci vicini!
This Article Has 6 Comments
  1. Maria Grazia Muratori ha detto:

    quasi tutti i modelli sono in inglese…anche su Ravely tutorial c’è la possibilita di scegliere anche 10 lingue tranne l’italiano!!!!….la coperta mandala è intradicibile …. se almeno invece delle spiegazioni ci fossero i grafici sarebbe meglio…peccato…ciao e grazie

  2. Lucia Faccilongo ha detto:

    Quando sarai al VK mandaci tante foto!!!! ?????

  3. Morena Salvemme ha detto:

    Mi piacciono tantissimo però solo in inglese….. Non si potrebbero tradurre????

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